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La memoria dell'ambiente   - le lotte del Movimento ambientalista nel Tirreno cosentino - PDF- ZIP

 

Sciroccorosso vuole essere il sito del Sud per il Sud . A partire dalle esperienze fatte dalla Rete Meridionale del Sud ribelle , Sciroccorosso vuole essere nel territorio meridionale. Nessun tentativo di criminalizzazione delle lotte può fermare una ribellione che è dentro il sud e che la globalizzazione stessa alimenta sempre di più

BELVEDERE M.MO- (CS) FERMARE UNO SCEMPIO SENZA PRECEDENTI                                                                                                                  Uno scempio senza precedenti che avviene nel silenzio delle "associazioni ambientaliste" filo governative, dei rossi, dei verdi,dei gialli, della Provincia e Regione rosse e verdi, tutti ben attivi in altri comuni, come Stalettì ( dove fanno bella mostra Ministri e Presidenti per propaganda elettorale e per abbindolare gli onesti cittadini e gli onesti ambientalisti)  ma non in quelle dove  IL CEMENTO............. E' ROSSO. Rosso come la vergogna.

L'ASSEMBLEA MERIDIONALE DEL 28 OTTOBRE A COSENZA


                                                                   ATTENZIONE                                                                                                        Negli ultimi tre anni, il numero dei bersagli, come vengono chiamate in gergo le utenze intercettate, ha raggiunto in Calabria quota 36mila con un incremento medio annuo del 22,7% significativamente al di sopra dell'incremento medio annuo nazionale pari al 13,8%. Crescono anche i costi delle intercettazioni messe in campo dallo Stato per contrastare crimine organizzato e malcostume in Calabria: oltre 98,2 milioni di euro nel periodo
che va dal 2003 al 2005. A poche settimane dall'approvazione del provvedimento di legge sulle intercettazioni telefoniche, l'Eurispes Calabria traccia la geografia dei bersagli e dei costi delle intercettazioni per ogni singola procura calabrese. Dal 2003 al 2005 il numero dei bersagli ha registrato un incremento del 47,4% passando dalle 9.272 intercettazioni del 2003 alle 13.668 del 2005. Nel 2004, inoltre, i bersagli sono stati ben 13.046: piu' 40,7% rispetto al 2003. Come era prevedibile per competenza  territoriale e per permeabilita' al crimine organizzato, ben 7 bersagli su 10 sono concentrati nella procura di Reggio Calabria, con 25.472 su un totale regionale di 35.986 casi tra il 2003 ed il 2005. Rilevante anche il valore assoluto registrato per la procura di Catanzaro con 4.191 osservazioni telefoniche pari all'11,6% del dato complessivo. A seguire gli uffici giudiziari di Palmi con 1.337 bersagli (3,7%), Lamezia Terme con 1.221 bersagli (3,4%), Vibo Valentia con 1.116 bersagli (3,1%), Cosenza con 782 bersagli (2,2%), Locri con 677 bersagli (1,9%). In coda, le procure di Castrovillari con 350 bersagli (1,0%), Paola con 310 bersagli (0,9%), e gli uffici giudiziari di Rossano e Crotone rispettivamente con 267 bersagli e 263 bersagli entrambi con una incidenza sul totale regionale pari allo 0,7%. Il quadro muta se si analizzano le variazioni percentuali intercorse tra il 2003 ed il 2005. A registrare la maggiore dinamicita' nel numero delle intercettazioni telefoniche e' la procura di Castrovillari con un incremento pari al 120,3%, seguita dalle procure di Palmi (103,5%) e Locri (89,3%). In direzione opposta alcuni uffici giudiziari che, nell'arco temporale considerato, hanno visto decrescere gli "ascolti": Rossano (-9,2%), Lamezia
Terme (-8,6%) e Crotone (-7,2%). Costi: in media quasi 33 milioni di euro all'anno per intercettazioni. Per ascoltare le conversazioni telefoniche, in Calabria si spendono mediamente circa 33 milioni di euro all'anno. In particolare nel 2003 sono stati impegnati 36.146.927,93 di euro, nel 2004 24.654.482,24 di euro e nel 2005 37.399.476,24 di euro. DA REPUBBLICA.IT


 

UNA FRITTURA A 380 KV

 

 

COSENZA: PROCESSO AL SUD RIBELLE

il PROCESSO RIPRENDERA'  il 26 Giugno 2007 - ORE 9,30

[comunicato stampa] 10.05.07, Sud Ribelle: Sfilano i testi e riprendono le pressioni.

Le udienze del processo per presunta associazione sovversiva, nei confronti di 13 militanti, sono state due; l'8 e il 10 maggio.
Martedì 8 tutto fila liscio, i testi della difesa raccontano la preparazione delle giornate genovesi e lo svolgimento delle manifestazioni.

L'udienza di giovedì 10 maggio, invece, si apre con una delle "trovate" della questura cosentina: una perquisizione spettacolare, davanti al grigio palazzo, nei confronti dell'imputato Francesco Cirillo. Una pattuglia della polizia di stato ha bloccato la sua auto e due poliziotti, con le pistole in pugno, hanno intimato all'imputato di scendere. Dopo una fugace perquisizione, hanno liquidato la questione adducendo il pretesto del fondato timore di probabili disordini "visto che ci sta il processo noglobba". Il clima all'interno del tribunale non è dei più sereni; nel frattempo giunge la notizia che Lidia Azzarita un'altra imputata sul treno per Napoli è stata oggetto di una perquisizione da parte della PolFer. Nell'aula, invece, l'ordine è tenuto da nuove facce cupe, il mite maresciallo Salituro è stato fatto fuori, e si vede. La campanella non può suonare in quanto scassata, l'udienza comincia ed arriva il tracotante dirigente
della digos cosentina, Alfred Cantafora a controllare che tutto funzioni a dovere suggerendo ad uno spaesato PM le domande da fare ai testi. In
queste due udienze il solerte Curreli non si è visto, invece ha preso coraggio ed ha iniziato a porre domande l'altro PM Minisci; salvo chiarire ulteriormente le domande delle difese, grazie.

I 5 testi in udienza raccontano l'approssimarsi della manifestazione di Genova, il clima sereno durante il viaggio, le famiglie con bambini al seguito e quant'altro. Raccontano pure dei disordini creati dalle forze dell'ordine in assetto di battaglia. Vincenzo Miliucci, responsabile nazionale dei Cobas, invece affonda il racconto sulla preparazione e la gestione, da parte del governo e delle forze dell'ordine, le conseguenze prodotte dal loro comportamento criminale: 1 morto, centinaia di feriti, la mattanza alla Diaz, umiliazioni a Bolzaneto e tutto ciò che oramai si sa anche tramite le prime condanne, come quelle del ministero.

Nella prossima udienza la difesa porterà a testimoniare sul banco degli imputati Giancarlo Mattia che, secondo l'ex titolare dell'inchiesta Domenico Fiordalisi, è considerato il collegamento con il passato, quello degli anni di piombo. Quale PM assisterà alla scena non è dato sapere. Sicuramente registriamo ancora una volta l'assenza della parte civile, il governo con i suoi ministeri. Quindi, le prossime udienze saranno il 24 maggio e il 26 giugno.

SupportoLegale

 

 

Genova-G8: per il giudice fu "disegno repressivo"

 

Nessuna iniziativa isolata, né eccessi. A Genova, durante il G8 del luglio 2001, i pestaggi delle forze dell’ordine facevano parte di un disegno repressivo. Con queste parole contenute nella sentenza del giudice istruttore Angela Latella il Tribunale di Genova ha emesso la prima condanna nei confronti delle forze dell’ordine al processo che le vede coinvolte negli abusi nei confronti dei manifestanti. Il giudice ha per questo motivo deciso di condannare il Ministero dell’Interno a risarcire Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!". Per il giudice Angela Latella la selvaggia repressione genovese – e la cortina di menzogne sollevata per coprirle - è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato. Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. Preoccupante che i media nazionali abbiamo trascurato completamente di una notizia importante per la ricostruzione della verità in quella triste vicenda.

 

 

 

La storia? Non la scrivono i giudici!

Il processo al Sud Ribelle appartiene al grande filone di provvedimenti giudiziari, che, a partire dai fatti di Napoli e Genova nel 2001, mirano a colpire in maniera repressiva le diverse anime del movimento e puntano a ridimensionare smisurati soprusi e gravi responsabilità: i pestaggi nella scuola Diaz, le sevizie nelle caserme Raniero e Bolzaneto, le cariche brutali e l'uso di armi da fuoco fino all'assassinio di Carlo Giuliani. Nella sua complessa specificità, il pubblico ministero compone un teorema su un mosaico impressionante di ritagli episodici ricomposti ad arte e si adopera per colpire 13 attivisti del "Sud Ribelle" facendo gravare su di essi il capo d'accusa di Cospirazione politica, mediante associazione, al fine di:
- turbare l'esercizio delle funzioni del governo; - effettuare propaganda sovversiva; - sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello stato. L'Avvocatura dello Stato ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di Euro per danni all'immagine.

LE TRASCRIZIONI DELLE UDIENZE PRECEDENTI LE TROVI  ALL'INDICE  NELLA PAGINA "OPERAZIONE GRILLO"

                                                                                      

Il PM Domenico Fiordalisi   CONTRO LA NUOVA INQUISIZIONE     " I capi d'imputazione dei 13 imputati sono nelle loro parole"                                                         (il PM Fiordalisi nell'arringa finale del 9 luglio 2004 a Cosenza)

  Un processo che ci riguarda tutti
Tutta l'inchiesta nella pagina  OPERAZIONE GRILLO . Il processo giorno per giorno nella pagina: Processo al Sud Ribelle

      CONTRO LA NUOVA INQUISIZIONE  SOTTOSCRIZIONE PER IL PROCESSO  IL SUD RIBELLE

LE NUOVE INCHIESTE DI FRANCESCO CIRILLO SU "MEZZOEURO" settimanale della Calabria

TRAFFICO DI RIFIUTI IN CALABRIA. Ora l'inchiesta sui rifiuti tossici della Pertusola di Crotone dopo dieci anni arriva al Tribunale di Paola.                 La verità sempre più lontana come per la Jolly Rosso.

NASCOSTI TONNELLATE DI LITRI DI SANGUE MAI GIUNTI AD UN IMPIANTO DI SMALTIMENTO

L'impianto WTS di Tortora (cs)

   Le dighe fantasma in Calabria



www.notav.it

NO AL PONTE SULLO STRETTO

www.noponte.org


 

    LA SCOGLIERA DI DIAMANTE (CS) E' SALVA. ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL PROGETTO  

La sentenza del Consiglio di Stato

                                                       Il comunicato degli ambientalisti di Diamante

                                          LA LUNGA STORIA DEI PORTI DI DIAMANTE

  

ECCO LA SENTENZA DEL TAR CALABRIA CHE BOCCIA IL PORTO DI DIAMANTE .  

IL RICORSO AL NUCLEO DI VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE

FIRMATO DA PAOLO CENTO  (14 ott.2005)

 

La denuncia del Movimento Ambientalista che non è servita a fermare i lavori

L' interrogazione parlamentare di 

PAOLO CENTO SUL PORTO DI DIAMANTE

 

La bocciatura del porto di Diamante della VIA


Petizione sul Parco marino della Riviera dei Cedri

Firma anche tu
http://diamanteonline.altervista.org/petizioneparcoriviera/pet2.php


 

In Calabria come in tutto il sud si consumano i peggiori scempi, ambientali, umani,sociali. Tutto avviene nel silenzio più assoluto della stampa nazionale e regionale, asservita ai poteri che controllano in pieno l'informazione. Fare informazione è quindi fare controinformazione. Il ruolo di Sciroccorosso è quello di informare. Fare informazione calda, in un meridione antagonista. Nel sito le inchieste avviate con il metodo del vecchio giornalismo, quello militante, che parla con la gente, le persone per strada, gli emarginati, che non si fida della notizia data dall'agenzia di stampa, dalle veline passate come comunicati stampa. 

Tante le emergenze. 

Dagli sbarchi dei fratelli immigrati, al lavoro che manca, a quello nero e sfruttato nelle fabbriche, agli inquinamenti e le morti per tumore, agli scempi ambientali protetti dalla mafia e dai tribunali, agli investimenti in nome di uno sviluppo che tende solo a distruggere il territorio, agli inceneritori imposti a forza nei territori.



SALVIAMO IL PARCO DEL POLLINO. Dalle mani di un incompetente "verde" alle mani di un fascista anti ambientalista amico di speculatori e cacciatori. Forti interessi economici legati alle estrazioni petrolifere, al nucleare, alla cementificazione di aeree naturali che ne vogliono la  riperimetrazione, al nuovo elettrodotto, lo minacciano.CONTRO TUTTO QUESTO OCCORRE UNA FORTE MOBILITAZIONE. NELL'ULTIMO RAPPORTO DEL WWF SUI PARCHI IL PARCO DEL POLLINO E' ALL'ULTIMO POSTO

Nel sito anche un viaggio nella memoria degli anni 70. Un lavoro in progress che ha bisogno dell'aiuto di tutti perchè nessuno venga dimenticato.  Scrivete e soprattutto cercate foto dei compagni             

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amento  08/06/2007